Cosa Vi Siete Persi?

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sabato 7 dicembre 2013

Latte Condensato Home Made al Rum

Ok! ho ceduto alla tentazione!
Ho dovuto provare, è stato più forte di me, avevo il latte in frigo che ogni volta che aprivo mi guardava sornione e con voce languida mi diceva: "dai proviamo! ce la possiamo fare! devi, devi farlo!"
Latte tentatore!!! :-P

La ricetta è di Cookaround (ovviamente).
La mia variante è stata quella di unire aroma rum al posto della vaniglia e devo dire che è ottimo,
non credevo venisse così buono, mi è piaciuto molto di più di quello commerciale... provate!


Latte Condensato Home Made al Rum



500 gr zucchero a velo commerciale (possibilmente non preparato in casa)
375 ml latte intero (possibilmente fresco)
45 gr burro (in sostituzione della massa grassa)
vanillina o qualche goccia di vaniglia (facoltativo ma consigliato) (io ho usato mezza fiala di aroma rum)

Mettete in una pentola lo zucchero, il latte, il burro e il rum e scaldateli a fuoco lento finché il burro e lo zucchero si saranno sciolti.
Ora alzate la fiamma e portate a ebollizione, mescolando costantemente per 10 minuti dall'inizio dell'ebollizione.

E il gioco è fatto!
E' pure piuttosto veloce da fare come potete vedere e il successo e la bontà sono garantiti ;-)

E presto una bellissima ricettina :-P

giovedì 6 settembre 2012

Baguette Facili

Rientrati dalle vacanze? Io si, purtroppo! :(
Durano sempre troppo poco (o troppo, dipende dai punti di vista).

Devo dire che questa Poppea è una manna per me: infatti ho ripreso subito ad accendere il forno visto che ha rinfrescato.
E cosa potevo sfornare secondo voi oltre a un bel dolce per la colazione?
Un lievitato, ovviamente, visto che sono la mia passione e sono sempre alla ricerca di trucchi ed espedienti, ricette e quant'altro.

Così ho pensato di provare a fare le baguette, quei filoncini fragranti e profumati tipici della Francia, ma non ho seguito la strada solita, quella lunga, ho trovato una ricetta facile e veloce e il risultato, come potrete vedere, non è niente male, anzi! :-P
In tutto ci metterete circa 5 minuti ad impastare, a mano, e poi via con una lievitazione lunga (lunghissima) in frigo.
Sul sito trovate anche il video, ma già le foto sono esaurienti.
Io ho seguito la ricetta pari pari e quindi non mi resta che copia/incolare il tutto ;-)

Baguette Facili



340 g di Acqua
480 g di Farina Tipo 0
6 g di Lievito di Birra Fresco o 2 g di lievito di birra secco (liofilizzato)
6-8 g di Sale

Sciogliete il lievito nell’acqua a temperatura ambiente.
Tenete da parte 30-40 grammi farina, ed aggiungete il resto della farina all'impasto.
Iniziate a mescolare.
Aggiungete il sale.
Continuate a mescolare per circa 2 minuti

Quando la farina è stata assorbita, prendete un po' della farina che avete tenuto da parte e spolverate il tavolo di lavoro.
Rovesciate l'impasto sul tavolo di lavoro, spolveratevi le mani di farina, impastate a mano aggiungendo poco alla volta la farina che avevate messo da parte fino al completo assorbimento (circa 5 minuti).

Otterrete un impasto di media consistenza e non completamente liscio.
Mettetelo in un contenitore con il fondo coperto di farina.

Coprite con un coperchio o con un telo (io con pellicola trasparente, non a contatto).
Mettete a lievitare per 2 ore al riparo da spifferi d'aria (se possibile intorno ai 25°C).
Io l'ho messo nel forno spento con la luce accesa.
Dopo due ore, l'impasto dovrebbe più o meno raddoppiare di volume.

Richiudete il coperchio e mettetelo in frigo. Si si proprio in frigo.
Lasciatelo riposare in frigo per tutta la notte, fino a 7 giorni. Più giorni riposa in frigo e più acquisterà un gusto intenso.
Tirate fuori l'impasto dal frigo.
Rovesciatelo sul tavolo di lavoro senza stropicciarlo.
Dividete l'impasto in tre parti uguali per ottenere 3 piccole baguette, o in due parti per ottenere 2 baguette di dimensione maggiore (come ho fatto io).
Schiacciate la pasta e ripiegatela su se stessa due volte usando le dita per sigillare lo strato superiore su quello inferiore.
La doppia piega darà forza alla pasta e migliorerà la forma finale delle baguette.

Arrotolate la baguette con il palmo delle mani allungandola fino a circa 32 cm se avete diviso la pasta in 3, e 35 cm se l'avete divisa in due.

Adagiate le baguette su una teglia (coperta da carta forno) a distanza di 5-8 cm l'una dall'altra
Coprite con un telo e lasciate lievitare circa 90 minuti (anche 2 ore a seconda della temperatura).
Utilizzando una lametta da barba o un coltello affilatissimo, effettuate 3-4 tagli obliqui su ogni baguette senza schiacciare troppo per non rovinare la lievitazione.
Spruzzate la superficie delle baguete con acqua tiepida.
Infornate a forno già caldo.
Cuocete a 220°C per 20-25 minuti se avete fatto 3 baguette, o per 25-30 minuti se ne avete fatte due.
Negli ultimi 5 minuti di cottura potete capovolgere le baguette in modo che asciughino bene anche sotto, oppure alzarle da un lato ed appoggiarle sul bordo della teglia.



Ho in mente di utilizzarle per un paio di ricettine sfiziose :-P voi con cosa le mangereste?

giovedì 26 luglio 2012

A Mr. Pan di Spagna non mettetegli fretta!

Lo so, sicuramente è un argomento trattato e ritrattato in giro per la rete, ma visto che in tante mi scrivete chiedendomi consigli e su "come si fa un bel pan di Spagna come il tuo"  (?!?!?) oggi ho pensato di scriverci un post.
Spero vi sia utile, di fugarvi ogni dubbio, di soddisfare tutte le vostre curiosità e di dare una risposta a tutte le vostre domande, ciò non toglie che potete comunque scrivermi per qualsiasi dubbio o chiarimento ;-)

Buona lettura, intanto vado a godermi un po' la mia piscina :)))
Felice giornata.
Alla prossima :))





E' una delle primissime cose che ho imparato tempi addietro e che non dimentico mai: quando devi fare il Pan di Spagna non andar di fretta!

Diciamo che in quasi tutte le preparazioni dolci il tempo gioca il suo ruolo: difficilmente si trovano ricette "sbatti e via"!

L'argomento Pan di Spagna è già stato trattato tante volte su tanti blog, siti e forum.

Per molti prepararlo è un vero e proprio terno al lotto, ho amiche che spessissimo mi chiedo di far loro solo il Pan di Spagna perchè "non mi riesce mai bene" e di finire poi con farcitura e decorazioni per conto loro.

Io non l'ho mai considerato una "bestia nera" e credo che a mio favore ha giocato SEMPRE il fattore "tempo" oltre che la qualità degli ingredienti.

Partiamo proprio da questi ultimi: gli ingredienti.

Le dosi
Per ogni uovo: 40gr di zucchero e 40gr di farina ma arrivo anche a metterne 50gr.
Solitamente uso il lievito nel pan di Spagna perché almeno così vado sul sicuro e non butto tutto nella pattumiera, quindi:
al di sotto delle 6 uova (quindi 240gr di farina) uso mezza bustina di lievito, dalle 7 in poi ne metto una intera (fino a 500 gr di farina).

La farina
Uso quella "0" o "00" indifferentemente, sempre setacciata insieme al lievito.
L'aggiungo a mano, con una spatola o con una frusta, poca per volta, con movimento lento dal basso verso l'alto per far incorporare aria.
Mai mettere altra farina se prima non è stata assorbita la precedente.

Le uova
Le uova sono importantissime per questo tipo di preparazione, devono essere sempre fresche (io le prendo da mia mamma e se avete possibilità di prenderle dal contadino belle fresche è la miglior cosa), tirate dal frigo almeno 20-30 minuti prima di utilizzarle (anche se, qualche volta per la fretta, l'ho fatto con le uova appena prese dal frigo e mi è venuto bene uguale, quindi, secondo me, non credo sia indispensabile come punto), se avete fretta e poco tempo potete anche fare così: metterle per una decina di minuti in una ciotola con dell'acqua tiepida oppure una volta aperte scaldarle nel micro per pochissimi secondi a bassa temperatura (ma non lo consiglio).

I tempi
Personalmente non impiego mai meno di tre quarti d'ora per fare un Pan di Spagna (sarà per questo che lo faccio sempre di sabato pomeriggio quando è a casa mio marito che mi tiene la pesti?!?).
Prima di tutto sbatto le uova intere insieme allo zucchero per 15-20 minuti (non di meno).
Unire la farina settacciata insieme al lievito amalgamando con una frusta o una spatola (o cucchiaio di legno) a mano con un movimento dal basso verso l'altro e cercando di non far smontare il composto oppure potete usare direttamente le mani nude!
Io uso il primo sistema: setaccio sulla massa piccole quantità di farina per volta che amalgamo alle uova con un movimento lento, dal basso verso l'alto, e senza lavorarlo troppo, giusto il tempo che la farina "sparisca" dalla superficie, solo allora ne setaccio altra e così via fino ad esaurimento degli ingredienti.

Qualche volta ho usato anche un altro metodo: con lo sbattitore elettrico.
Abbasso la velocità delle fruste a 1 e comincio a setacciare la farino col lievito, non amalgamo a lungo, ma giusto il tempo che la farina "sparisca" dalla superficie della massa.
Fermo le fruste e setaccio dinuovo e così via fino a finire gli ingredienti.
Ma è un sistema che vi consiglio di usare raramente anche perché non posso garantirvi al 100% il risultato, io l'ho fatto e mi è riuscito lo stesso il pan di Spagna e ho comunque voluto condividerlo con voi.

Sbattere a lungo le uova con lo zucchero vi permetterà di ottenere una massa soda e che non si sgonfierà al momento dell'aggiunta della farina (il momento critico e che fa "crollare" il pan di Spagna prima della cottura).

La teglia
Sempre imburrata e infarina abbondantemente, possibilmente antiaderente, assolutamente non di vetro (io non mi ci trovo bene).
Per sformare perfettamente il pan di Spagna ed evitare quell'odioso effetto "vulcano" al centro, ho sperimentato un sistema (consigliato anche su cookaround mi pare): prima di iniziare la lavorazione imburrare e infarinare la teglia e tenerla in frigo fino al momento di versarci l'impasto e infornare subito in forno già caldo (acceso con debito anticipo).

6 uova = teglia diametro 24-26
9/10 uova = teglia diametro 30/32 oppure 25x35
12 uova = teglia monouso in alluminio (Cuki) da 12 porzioni

Il forno
Statico!
Acceso in abbondante anticipo e, soprattutto, solo la parte inferiore.
La temperatura è (come quasi sempre per i dolci) di 180°C.
I tempi di cottura vanno dai 35-40 minuti per pan di Spagna piccolini (teglie del diametro che vanno da 20 cm a 30 cm) ai 45-50 per quelli un po' più grandi.
Non aprire mai il forno prima di 30 minuti, rischiereste lo sgonfiamento della preparazione.
Mia nonna prima e mia mamma dopo quando ero piccola mi hanno insegnato un trucchetto che tengo sempre presente: il dolce è pronto quando, guardando attraverso il vetro del forno (quindi senza aprirlo) si è staccato dalla teglia (e mai prima dei 30 minuti)!


Questi sono dei piccoli appunti in base alla mia esperienza col pan di Spagna e che ho voluto condividere con voi.

Per un esempio pratico trovate il mio pan di Spagna con le foto passo passo qui.
Qui ho usato il sistema dello sbattitore e non quello a mano (ma non vi garantisco il risultato, a vostro rischio e pericolo :))) ).

lunedì 18 giugno 2012

Pralinato, Pasta di Nocciole o Pralinè

Il pralinato o pralinè è una pasta di nocciole usata per lo più per dare sapore a creme, gelati ecc. o come ripieno di cioccolatini.
Me ne sono innamorata e ho voluto provare a farla in casa visto che qui non sempre è facile trovare ciò che ti serve (magari mi avrebbero guardata come un alieno se fossi entrata in un negozio e avrei chiesto: "avete il pralinato?" E.T. sicuramente lo sa!).
Vi posto le mie foto passo passo, sperando che possano esservi utili come lo sono state a me, e poi vi mostrerò a cosa mi è servito questo amato/odiato pralinato ;-)

Il Pralinato



(Io ho fatto metà dose)
200 grammi di mandorle tostate,
200 grammi di nocciole tostate,
400 grammi di zucchero,
1/2 bicchiere di acqua.
Il peso della frutta secca è sempre uguale a quello dello zucchero.

Pesare la stessa quantita di frutta secca e zucchero.

Mettere a fuoco basso lo zucchero con l'acqua, senza girare (1) (2).
Quando il caramello è biondo (3) aggiungere la frutta secca e girare con un cucchiaino di legno (4); il caramello ridiventerà zucchero, sabbioso, é giusto cosi (a me non è successo).



Questo zucchero ottenuto, cuocendosi ancora si scioglierà di nuovo, diventando dinuovo caramello  (5).
Versare su carta da forno (NON toccarlo mai, è molto ustionante) e si fa raffreddare completamente (6).
Una volta freddo rigirare il tutto (7) e con l'aiuto di un coltello spezzettare il tutto in piccoli pezzi (sarà più facile macinarlo) (8).


Mettere tutti i pezzi nel robot e lasciar girare fino a che diventerà prima polvere, poi una pasta densa che si staccherà dalle pareti del robot ed infine una pasta che si appiccicherà dinuovo alle pareti della ciotola del robot, a questo punto è pronto! (9)
Invasare e conservare in frigo. (foto finale)

Reginette dice che si conserva benissimo 2-3 mesi in frigo... per ora posso dirvi che si è conservato benissimo per 10 giorni, la prossima volta vedrò se riesco a farlo arrivare a qualche mese :-P

martedì 15 novembre 2011

I Babà



Ne sto provando diverse di ricette per fare i babà ma devo dire che quest'ultima è quella che mi ha soddisfatto di più, per ora.
La ricetta l'ho presa sul sito della Paneangeli.
Poche modifiche: pochissimo latte rispetto alla quantità indicata nella ricetta (eccessiva, secondo me), liquore all'amaretto al posto del rum, pesche sciroppate al posto della macedonia candita.
Copio e incollo direttamente dal sito.
Ed ecco a voi il nostro dolce della domenica!
Buona settimana a tutti voi.
Babà



  • Per l’impasto:
250 g farina bianca,
1 busta di Lievito di birra Mastro Fornaio PANEANGELI o 1 cubetto di Lievito di birra fresco PANEANGELI
25 g zucchero
1 busta di Vanillina PANEANGELI
scorza grattugiata di ½ limone (io aroma liquido)
½ cucchiaino di sale
3 uova
50 g burro liquefatto tiepido
150 ml latte tiepido (37-40°) (???) (io scarsi 50 ml)
  • Per lo sciroppo e la decorazione:
600 ml acqua
600 g zucchero
175 ml rum (io liquore all'amaretto)
150 g confettura di albicocche
100 g Dolceneve PANEANGELI (io panna fresca da montare)
300 ml latte freddo (omesso)
70 g Macedonia Candita PANEANGELI (io pesche sciroppate).

Con Lievito di birra Mastro Fornaio PANEANGELI
Setacciare la farina in una terrina larga e mescolarvi il Lievito di birra Mastro Fornaio.
Al centro del mucchio praticare una buca e versarvi zucchero, vanillina, scorza di limone, sale, uova ed il burro tiepido.
Amalgamare il tutto con una forchetta, aggiungendo un po’ alla volta il latte tiepido.
Lavorare gli ingredienti con un cucchiaio di legno, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (io ho usato l'impastatrice e ci ha messo un'ora e mezza circa la pasta prima di incordare a dovere).
Coprire l’impasto con un canovaccio umido e porlo a lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato (1 ora e mezza circa).
Imburrare ed infarinare degli stampini per babà (Ø 6 cm, altezza 6 cm), riempirli per la metà con l’impasto e porre nuovamente a lievitare in luogo tiepido, fino a quando l’impasto raggiunge l’orlo degli stampini (30 minuti circa).
Cuocere per 35-40 minuti circa nella parte inferiore del forno preriscaldato (elettrico: 180°C, ventilato: 170°C, a gas nella parte media: 190°C).
Sfornare delicatamente i babà raffreddati e lasciarli asciugare bene fino al giorno successivo.
Preparare uno sciroppo facendo bollire brevemente l’acqua con lo zucchero.
Togliere dal fuoco e unire il rum (io liquore all'amaretto).
Immergere i babà nello sciroppo caldo, impregnandoli bene da tutti i lati con l’aiuto di due forchette.
Spennellare i babà con la confettura passata al colino, quindi praticarvi per il lungo un’incisione profonda 1cm circa.
Preparare la Dolceneve con il latte (montare la panna fresca) e con una tasca da pasticcere farcire i babà.
Cospargerli infine di macedonia candita (pesche sciroppate tagliate a cubetti) e porli negli appositi mini-stampini di carta.

martedì 21 giugno 2011

Le Creme

Buondì!
Lo so, ormai il mio è diventato l'appuntamento di inizio settimana.
Sono passata dal pubblicare circa tre post a settimana a scarso uno, ma mi rifarò, spero!

Oggi niente ricetta particolare vorrei semplicemente cercare di fare un po' di chiarezza per quanto riguarda le creme da farcitura.
Mi capita non di rado di ritrovarmi a dover spiegare la differenza tra la crema Chantilly e quella Diplomatica (soprattutto).
In verità queste crema hanno sempre creato un po' di confusione anche in me, anche per me la Chantilly era la crema pasticciera con la panna e invece no!
Allora vogliamo fare un po' di chiarezza?

Tutte le informazioni le ho prese dal web.

Iniziamo!


La crema pasticciera è un ingrediente fondamentale nella realizzazione di moltissimi prodotti dolciari.

Può essere servita come dolce al cucchiaio oppure utilizzata come guarnizione o farcitura per torte, pan di spagna, cannoli, bignè, e svariati altri prodotti di pasticceria.

Gli ingredienti principali sono uova, zucchero, latte e farina.
Ne esistono diverse varianti come la crema al limone, profumata con una scorza di agrume, la crema alla vaniglia, con una bustina di vanillina (o, meglio ancora, utilizzando i baccelli al naturale) o infine la crema al cacao.

RICETTA:
Ingredienti
50 gr Farina (o maizena )
500 mlLatte
6 tuorli uova
1 baccello di Vaniglia
150 gr Zucchero

Fate sobbollire il latte (tranne mezzo bicchiere) in una capiente casseruola con il baccello di vaniglia, poi toglietelo dal fuoco e lasciatelo in infusione per 10 minuti.
In una terrina a parte lavorate i tuorli con lo zucchero con l'aiuto di uno sbattitore elettrico, molto bene fino a ottenere una crema spumosa e biancastra; versate un terzo del latte tiepido a filo poi incorporate pian piano la farina setacciata.
Continuate a sbattere con le fruste elettriche; togliete la stecca di vaniglia che avete lasciato in infusione nel latte e aggiungete nella casseruola, poco alla volta e mescolando con una frusta, il composto di uova, farina, zucchero e latte.
A questo punto portate ad ebollizione il tutto e, mescolando continuamente, lasciate sobbollire a fuoco dolce per alcuni minuti finchè il composto si addensi, sbattendo di continuo con la frusta per evitare che si formino grumi alternando l'aggiunta del latte freddo che avete tenuto da parte.
Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare la crema, mescolando di tanto in tanto.
La crema è pronta.
Questa è la ricetta che trovate su GialloZafferano, io uso un sistema molto più semplice, il procedimento è quasi lo stesso.

Questa è la mia ricetta

500 ml di latte intero,
4 tuorli d'uovo,
6 cucchiai abbondanti di zucchero,
4 cucchiai di farina,
1 bustina di vanillina (o quanlche goccia di aroma) o la buccia grattugiata di arancia o limone.

Mettere il latte a bollire (se avete scelto la buccia di agrumi allora mettere anche quella nel latte in infusione).
Lavorare in una terrina i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara e spumosa, unire la farina setacciata poco alla volta e quando il latte ha raggiunto il bollore versarlo nel composto di uova, zucchero e farina a filo passandolo attaverso un colino.
Rimettere la crema nella pentola e portarla su fuoco moderato, mescolando continuamente, fino a raggiungere l'ebollizione.
Lasciar bollire per 5/7 minuti, spegnere e lasciar raffreddare.


La crema Chantilly è quella che crea confusione un po' in tutti noi.
Io per prima ho sempre considerato Chantilly la crema pasticcera con aggiunta di semplice panna montata e invece no, non è così!

La crema chantilly si ottiene dalla panna montata con aggiunta di zucchero a velo a vaniglia per aromatizzare.

La ricetta originale venne creata da François Vatel nel 1671 e prevede l'uso di panna montata e zucchero a velo, nello specifico l'utilizzo di 5 parti di panna fresca da montare, 1 di zucchero a velo e vaniglia per aromatizzare.

Fu il principe di Condé a chiedere a François Vatel di organizzare "la più grande festa del secolo" in onore di Luigi XIV. Vatel per ornare le coppe di fragoline, creò questa crema che battezzò con il nome del castello di Chantilly, dove si svolgeva l'evento.

RICETTA:
250 ml di panna fresca,
50 gr di zucchero a velo,
vaniglia (meglio utilizzare la bacca o delle gocce di aroma alla vaniglia).

Se usate la bacca allora dovrete aprirla, raschiare i semi e metterli in infusione nella panna montata per tutta una notte, se invece usate la bustina o l'aroma allora potrete operare subito.

Montare la panna a neve ferma e sempre sbattendo unire poco per volta lo zucchero a velo.
Ed ecco a voi la Crema Chantilly!


La crema diplomatica è una crema dolce ottenuta dalla lavorazione della panna montata e della crema pasticciera. Viene utilizzata per farcire e decorare prodotti di pasticceria.

La panna montata e la crema vengono utilizzate in proporzione variabile a seconda dell'utilizzo e del gusto personale. Frequentemente si usa amalgamare 1/3 di chantilly con 2/3 di crema ma non è raro neppure che i due ingredienti vengano uniti in parti uguali (come faccio io), per ottenere un composto ancora più soffice.

In molte parti d'Italia la crema diplomatica viene impropriamente chiamata crema chantilly.

RICETTA:
Ingredienti
125 gr di Crema Chantilly
250 gr di Crema pasticciera

Preparate 250 gr di crema pasticciera secondo ricetta e lasciatela raffreddare.
Preparate poi anche 125 gr di crema Chantilly.
Ponete la crema pasticciera e la crema Chantilly in una ciotola capiente e mescolate, molto delicatamente e con un mestolo di legno, dall’alto verso il basso, fino ad amalgamare perfettamente le due creme.

Ricetta da GialloZafferano.

mercoledì 6 ottobre 2010

Brioches

Ebbene si, ennesimo post di brioches!

Sono sempre alla ricerca della "ricetta perfetta", impresa ardua, chi sa se mai la troverò!

Non mi cimento ancora con quelle sfogliate (non sono molto appassionata di sfogliatura, pieghe ecc ecc) ma credo che prima o poi la curiosità colpirà e proverò anche quelle :D.

Questa ricetta non ricordo di chi è (l'avevo annotata su un foglietto), se la riconoscete come vostra segnalatemelo e provvederò! ;-)

Brioches


250 gr di farina,
250 gr di farina Manitoba,
50 gr di strutto,
10 gr di sale,
10 gr di miele,
100 gr di zucchero,
1 cubetto + 1/2 di lievito di birra,
250 ml circa di acqua e latte (metà e metà circa).
  • Per spennellare e guarnire:
1 tuorlo,
poco latte,
zucchero in granella.

Sciogliere il lievito in una ciotola con il miele e un dito di acqua, aggiungere qualche cucchiaio di farina in modo da ottenere una pastella densa. Coprire la ciotola con un piatto e mettere nel forno spento ma con la lucina accesa a lievitare 30 minuti.


Nel frattempo setacciare le farine in un'altra ciotola (o nell'impastatrice), aggiungere lo strutto e lo zucchero e, trascorsi i 30 minuti, il lievitino e iniziare a lavorare aggiungendo l'acqua e solo alla fine il sale.
Lavorare a lungo fino a che l'impasto non risulta liscio e sistaccherà dalle pareti della ciotola.
Coprire con un foglio di pellicola trasparente e mettere in forno a lievitare fino al raddoppio del volume (circa 1 ora e 1/2).


Riprendere la pasta, rovesciarla sul piano infarinato e formare un salsicciotto (senza lavorare troppo l'impasto) dal quale ricaverete pezzetti di pasta di circa 70 gr ognuno.
Dare la forma di pallina (facendo attenzione a far capitare la chiusura sotto) e sistemare, ben distanziati, su teglie coperte da carta forno, spennellare col tuorlo sbattuto con un goccio di latte e distribuire in superficie lo zucchero in granella.

Mettere sul fondo del forno una ciotola con dell'acqua tiepida e rimettere le teglie in forno e far lievitare ancora fino a che le palline saranno raddoppiate (circa 1 ora).



Togliere la ciotola ed accendere il forno a 180°C senza levare le teglie, lasciar cuocere fino a che saranno belle dorate in superficie, cambiando la posizione delle teglie per ottenere un colore uniforme.

Ed ecco l'interno



Nota:
- Ho voluto sperimentare questa cosa di accendere il forno senza togliere le placche e devo dire che ne son rimasta positivamente colpita.

- Altra novità che ho voluto provare è stata quella della ciotola dell'acqua durante la lievitazione, devo dire che sono cresciute magnificamente e, forse anche per il fatto di aver creato un po' di umidità in più, le brioches hanno mantenuto la loro morbidezza per 4 giorni pieni (le ho tenute apposta tanto tempo, per provare).

martedì 14 settembre 2010

Torta Saint-Honoré

Buondì!
Eccomi di ritorno al mio blogghino con una ricetta dolce ma prima di tutto vi devo svelare dove sono stata per il matrimonio...
Quello che avete visto nella foto è il santuario di Santa Maria di Leuca, davvero molto bello, peccato che il tempo non è stato altrettanto bello, pioggia a catinelle, ma che dico catinelle, a SECCHIATEEEEE... vabbè!

Altro aggiornamento arriva dalla mia dieta: -10 kg!!!
Un altro piccolo sforzo (altri 5-6 kg da smaltire) e ho raggiunto il traguardo; ma quanto è dura però e diventa ancora più dura dalla monotonia della dieta.
Il cambio (di dieta) non mi è piaciuto :((( ho praticamente sempre pollo, pesce e prosciutto, la pasta è un miraggio (solo la domenica) e il riso è sparito... non la reggooooooooooooo!!!!!!
Speriamo che il 22 me la cambia altrimenti la mollo e riprendo in mano quella del primo mese.

Ma veniamo al dolce...
Domenica, ne abbbiamo approfittato per fare un pranzo in famiglia (facendo un po' "scorta" di ricette) e per festeggiare il compleanno (ormai passato da un po') della mia piccola peste "grande".
Il compleanno vero e proprio è stato il 30 agosto ma eravamo al mare e abbiamo festeggiato solo con un coppia di nonni e con una caprese comprata in pasticcaria; devo dire che era davvero buona, la prima volta che mi capita di mangiare una torta di pasticceria non stracolma di liquore, il giusto ecco.

Come dolce della domenica e per festeggiare ho scelta la Saint-Honoré, una torta meravigliosa anche se io ho apportato un po' di modifiche personalizzandola parecchio e non facendola sembrare affatto una Saint-Honorè :S
Prima di tutto ho usato tutto il pan di Spagna tagliandolo a metà e posizionando il disco di pasta sfoglia tra l'uno e l'altro creando così due strati interni di crema (invece di uno come da ricetta).
Per decorare ho usato tutta crema Chantilly anche se avrei dovuto aumentare la dose di cacao per ottenere un colore un po' più nero.
E non ho usato il pan di Spagna sbriciolato per decorare il bordo.
Ma era buona lo stesso :-P

La ricetta che vi posto però è quella originale presa da uno dei miei tantissimi libri di dolci.

Torta Saint-Honoré


  • Per il pan di Spagna:
5 uova,
250 gr di zucchero,
250 gr di farina,
1 bustina di vanillina,
1 bustina di lievito.
inoltre:
200 gr di pasta sfoglia già stesa,
8-10 bignè pronti.
  • Per la crema Saint-Honoré:
5 tuorli d'uovo,
80 gr di zucchero,
500 ml di latte,
60 gr di farina,
1/2 bustina di vanillina,
la buccia grattugiata di 1 limone,
200 ml di panna,
2 cucchiai di Marsala secco,
20 gr di cacao amaro.
  • Per la crema Chantilly:
400 ml di panna,
40 gr di zucchero a velo,
20 gr di cacao amaro.
  • Per lo sciroppo:
50 gr di zucchero,
la buccia di mezzo limone e mezza arancia,
1 cucchiaio di rum (che non ho messo).
  • Caramello: (io ho usato il cioccolato fondente)
100 gr di zucchero,
4 cucchiai di acqua.

Preparare il pan di Spagna.
Montare a lungo la uova intere con lo zucchero fino a ottenere un composto gonfio, spumoso e chiaro (almeno per 15 minuti).
Con l'aiuto di una frusta a mano o un cucchiaio di legno unire poco per volta la farina setacciata con la vanillina e il lievito.
Versare nella teglia (24 cm) imburrata e infarinata e infornare a 180°C per 30-35 minuti.
Sfornare, sformare a lasciar raffreddare completamente.

Stendere la pasta sfoglia, ritagliare un cerchio poco più grande del pan di Spagna, bucherellarlo ripetutamente con i rebbi di una forchetta, spennellare di latte e cospargere di zucchero semolato.
Infornare a 200°C per 15-20 minuti (fino a che risulta bella dorata).

Nel frattempo preparare la crema Saint-Honoré.
Versare il latte in una pentola, unire la buccia di limone e portare a ebollizione.
Lavorare in una terrina i tuorli con lo zucchero, unire poco alla volta la farina setacciata con la vanillina, versare a filo il latte bollente attraverso un colino, versare il composto nella pentola e portarlo a ebollizione su fuoco moderato.
Lasciar bollire 7-8 minuti, spegnere unire il Marsala e dividere la crema in due parti, aggiungere a una il cacao, lasciarle raffreddare completamente (mettere della pellicila a contatto per evitare la formazione dell'odiosa crosticina) e unire a entrambe le parti 100ml di panna montata.

Preparare lo sciroppo versando in un pentolino 100 ml di acqua, aggiungere lo zucchero e le bucce dell'arancia e del limone.
Portare a ebollizione e far bollire per 1-2- minuti mescolando di tanto in tanto finchè lo zucchero non si sarà sciolto tutto.
Togliere dal fuoco, filtrare, lasciar raffreddare e unire il rum.

Mettere un po' di crema Saint-Honoré bianca e al cacao in altrettante tasche da pasticceria e riempire i bignè.

Distribuire la crema Saint-Honoré bianca sul disco di pasta sfoglia stendendola in uno strato uniforme, poggiarvi il disco di pan di Spagna, spennellarlo abbondantemente di sciroppo al rum e ricorpire la superficie e il bordo con il resto della crema Saint-Honoré nera (io qui ho fatto un primo strato di pan di Spagna bagnato, distribuita la crema bianca e poggiato il disco di pasta sfoglia, crema nera e chiuso con l'altro disco di pan di Spagna bagnato).

Preparare la crema Chantilly bianca montando 200 ml di panna con 20 gr di zucchero a velo.
Preparare la crema Chantilly al cacao stemperando in un po' di panna il cacao amaro, porlo sul fuoco e portarlo a ebollizione mescolando, togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.
Unire alla restante panna, montare e unire, poco per volta, lo zucchero a velo restante.



Mettere le due creme in altrettante sac-à-poche, posizionare i bignè lungo il bordo della torta e distribuire ciuffi di crema bianca tra gli spazzi vuoti.
Tracciare sulla superficie della torta tante strisce di ciuffetti di crema Chantilly bianca alternandole con strisce di crema al cacao.

Tenere la torta in frigo fino al momento di servire.

N.B.
Prima di servirla è consigliabile tenere la torta fuori dal frigo per almeno mezz'ora in modo che le creme si ammorbidiscano un po'.

Con questa ricetta partecipo al contest di Antonella

venerdì 11 giugno 2010

Pan di Spagna Nero all'Acqua

Un'ottimo esperimenti che terrò sempre presente quando mi servirà un pan di Spagna al cioccolato.
Ho impastato le uova intere con dell'acqua calda, il risultato è ottimo.
Alto, soffice, profumato!
Ho modificato la ricetta del classico pan di Spagna aggiungendo, per ogni uovo, un cucchiaio da minestra di acqua calda (o bollente) e, nel caso di questo pan di Spagna, 100 gr di cacao tolti dal peso della farina.

Pan di Spagna Nero all'Acqua


7 uova,
350 gr di zucchero,
250 gr di farina,
100 gr di cacao amaro,
7 cucchiai di acqua bollente,
1 bustina di lievito per dolci.

Lavorare a lungo (io per 20 minuti abbondanti) le uova intere con lo zucchero e i 7 cucchiai di acqua bollente fino a ottenere un composto, gonfio, chiaro e molto sodo.
Unire la farina setacciata insieme al lievirto e al cacao e incorporarla con una frusta a mano molto delicatamente facendo attenzione a non smontare la massa.
Inburrare a infarinare una teglia rettangolare (nel mio caso), versare l'impasto e infornare in forno caldo, statico, a 180°C per 35-40 minuti.
Sfornare, sformare a lasciar raffreddare completamente prima di tagliare e farcire.

N.B.
- Per quantità inferiori di farina vi consiglio di usare 35-50 gr di cacao altrimenti rischiate che venga basso e troppo compatto.
- La teglia che ho usato io misura 20x30cm.

Ecco l'interno



@@@@@@@@@@@@@@

E poi una grande novità, per me: sono riuscita finalmente a trovare un negozio a Benevento FOR-NI-TIS-SI-MO che ha tutto per la pasticceria: decori, paste, attrezzi (amche della Wilton) e aggeggini vari, tra cui.... tadddàààààà... i coloranti alimentari in gel della Decora!!!!!!


Tempo fa contattai la Decora e mi disse che non faceva vendita diretta ai privati e così mi sono messa alla ricerca di questo negozio di cui avevo tanto sentito parlare (non ha insegna e quindi è una vera impresa, però ce l'ho fatta).
Ho visto di tutto in questo negozio addirittura i secchi (bidoni, barattoli) da 20 kg di preparati per crema pasticcera, alla nocciola e impasto per pan di Spagna :O bello lavorare così! ma queste sono cose che lascio ai professionisti io i sono accontentata di dare un'occhiata a tutte le attrezzature, i coloranti, i pirottini, i vassoi, le scatole ecc.ecc.

So che per molti di noi è difficile trovare questi colori in gel, se volete, chi ne ha bisogno, sono anche disposta a comprarli io e spedirveli, se volete.
Il barattolino costa euro 1,80 ed è da 14gr.
Sulla confezione c'è scritto che 3gr di colorante colorano 1kg di prodotto... vedremo!

Che dovrò farci con tutti questi ingredienti? ;-)

Ultima comunicazione:
Oggi alle 16,30 ho il controllo dalla nutrizionista, incrociate le dita per me?

Baciiiiiiiii e buon fine settimana a tutti voi

lunedì 26 aprile 2010

Pasta Biscotto per Rotolo

Ricetta base.
Quella che uso di solito per fare il mio rotolo.

Dosi per una teglia del forno.

3 uova,
120 gr di zucchero,
75 gr di farina,
75 gr di fecola di patate,
1 bustina di lievito per dolci,
poco più di mezzo bicchiere (di plastica) di latte.

Lavorare a lungo le uova con lo zucchero, unire poco per volta la farina setacciata insieme al lievito alternando con il latte.
Rivestire la teglia del forno (o una teglia rettangolare di 20x40cm) con cartaforno imburrata e infarinata versare il composto, livellare con una spatola e infornare in forno caldo a 190°C per 20 minuti.

Bagnare una telo di cotone pulito (e possibilmente non lavato con ammorbidente o candeggiati) e cospargere la superficie con abbondante zucchero semolato.
Sfornare la pasta biscotto, rovesciarla sul telo, staccare delicatamente la carta forno e arrotolare, partendo dal lato corto, su se stesso aiutandovi col telo (non arrotolatelo troppo stretto altrimenti rischierete la rottura).

Lasciar raffreddare.
Una volta freddo, srotolarlo e farcirlo a vostro piacere.

lunedì 22 marzo 2010

Caffè al volo con cornetti e torciglioni briosciosi

Eccoci quiiii... la raccolta di ricette con il lievito si è conclusa e io devo ringrazire di cuore tutti voi che avete contribuito... ci sono ben 241 (spero di non aver sbagliato a contare) ricette, tutte fantastiche!

Qualcuno mi aveva chiesto di prolungare la raccolta per poter inserire anche le ricette di Pasqua ma devo declinare l'invito: le ricette sono già tantissime e io DEVO mettermi all'opera per creare il pdf (speriamo di fare il prima possibile)!

Quindi:
GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!

ora: Vi va un caffè con un cornetto o un bel torciglione brioscioso??? ;-)

La ricetta l'ho presa dalla busta della Manitoba del Molino Spadoni.
La custodirò gelosamente: è perfetta!!!

Con la stessa ricetta ho fatto sia i cornetti che i torciglioni ma potete dargli la forna che vi pare: a treccia, a pallina...

Cornetti e Torciglioni



500 gr di farina manitoba Molino Spadoni (è quella che ho usato io),
1 cubetto di lievito di birra fresco o 2 bustine di lievito di birra secco,
190 gr di acqua tiepida,
80 gr di zucchero,
100 gr di burro sciolto,
2 uova,
1 bustina di vanillina,
1 cucchiaino di sale fino.

1° Impasto
Sulla spaiantoia o nel robot setacciare 300 gr di farina, il lievito sciolto in poca acqua e 150 gr circa di acqua tiepida.
Impastare energicamente e mettere a lievitare nel forno spento in una ciotola coperto da pellicola per 40-50 minuti.

2° Impasto
Mischiare 200 gr di farina setacciata, lo zucchero, il burro sciolto e intiepidito, i 2 tuorli (tenete da parte un albume), il sale e la vanillina con 40 gr circa di acqua tiepida; unire il primo impasto e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Far lievitare 10 minuti.

Per ottenere i TORCIGLIONI (o brioches) formare dei filoncini di circa 70-80 gr di peso, allungarli e attorcigliarli su se stessi. Porre su teglie foderate da carta da forno, ben distanziati tra loro.
Far lievitare nel forno spento per 1 ora e mezza.
Spennellare delicatamente con un albume mischiato con 2 cucchiai di zucchero e infornare a 180°C per 10-20 minuti (regolatevi in base al colore e al vostro forno).

Per ottenere i CORNETTI stendete l'impasto sottile su di un piano infarinato, usando il mattarello; tagliare tanti triangoli (base cm 12x15) e arrotolarli su se stessi iniziando dal lato lungo. Far lievitare 1 ora e mezza nel foeno spento e procedere come per i torciglioni.
Volendo li potete pure farcire prima con marmellata o Nutella prima di arrotolarli.

Noi li Abbiamo mangiati a colazione, e le bimbe a meranda, riscaldandoli 10-15 secondi al microonde.
Buonissimi davvero!

Buon inizio di settimana a tutti.

lunedì 15 marzo 2010

Ketchup

Adoro il Ketchup, più della maionese!
Così ho pensato di farlo io a casa.
La ricetta è di un vecchia amica, super testata.
Buonissimo!
Ce ne siamo spazzolato un barattolo da 250ml in una serata io e mio marito!

Altro che patatine fritte e uova al tegamino... io l'ho magiato anche sul pane!!!

E' sempre una conserva e nonostante dentro ci sia aceto a josa e peperoncino, il mio consiglio è quello di non tenerlo troppo tempo aperto in frigo ma di consumarlo nel più breve tempo possibile (un mesetto).

La ricetta prevede l'uso di pomodori freschi ma io ho usato mezzo litro di salsa pronta.
In rosso le mie modifiche e aggiunte.

Ketchup


1/2 kg di pomodori maturi (500 ml di salsa di pomodoro pronta),
1/2 cipolla (1),
1 spicchio d'aglio,
1 foglia di alloro,
1 cucchiaino di peperoncino (2 peperoncini a pezzetti),
1/2 cucchiaino di cannella in polvere,
4 cucchiai di aceto rosso (questo è uno degli ingredienti che possono variare secondo il vostro gusto, io ne ho messi 6),
2 cucchiai di zucchero (anche questo può variare secondo il gusto, ne ho messi 3),
1 chiodo di garofano (2),
1 bicchiere di acqua,
sale.

Se usate i pomodori freschi:
Lavate e asciugate i pomodori, spellateli e tagliateli a pezzetti, eliminando i semi e l'acqua in eccesso. (se usate la salsa pronta salterete questo passaggio)
Tritate finemente la cipolla e l'aglio e metteteli in un pentolacon i pomodori, un bicchiere di acqua, l'alloro e il peperoncino e fate cuocere a fuoco moderato per 50 minuti.
Passate il tutto al passaverdure (ho usato il minipimer) e rimettete a cuocere aggiungendo l'aceto, lo zucchero, la cannella, il chiodo di garofano e un pizzico di sale.
Dopo 20 minuti la salsa dovrebbe essersi addensata, controllate e se necessario aggiungete altro aceto o zucchero. In questo caso continuate ancora la cottura foino ad ottenere una salsa molto densa.
Invasate in vasetti sterilizzati, chiudete ermeticamente e capovolgete i barattoli fino a che la salsa sarà fredda.
Conservare in luogo fresco e buio (io lo tengo in frigo).
Una volta aperto va conservato in frigo.

Servite la salsa fredda con hamburger, bolliti, patate fritte o uova fritte al tegamino.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Anice&Cannella: Ricette americane.

sabato 13 marzo 2010

Cornetti-Focaccia alla Salvia

Questa settimana anticipo di un po'l'appuntamento con la rubrica: la pizza del sabato sera.
Questa settimana Cornetti-Focaccia!

Con la stessa ricetta della focaccia al rosmarino ci ho fatto dei cornetti salati aromatizzati alla salvia.
Ho sbriciolato tre foglioline di salvia essicate e le ho amalgamate all'impasto base, davvero buoni buoni!
Li ho portati alla cena a casa della mia testimone di nozze che ha organizzato per il suo compleanno giovedì sera (una cosa intima, eravamo solo in 8: 4 adulti e 4 bambini), sono stati molto apprezzati!

La ricetta è la stessa della focaccia, ho solo eliminato rosmarino e porro e unito le foglioline sbricilate.

Cornetti-Focaccia alla Salvia


  • Impasto
600 gr di farina 0
1 cubetto di lievito di birra fresco,
1/2 bicchiere di olio e.v.o.
2 cucchiaini di zuccero,
2 cucchiaini scarsi di sale,
3-4 foglie di salvia essiccate,
300-350 ml di liquido (metà latte e metà acqua).

Sciogliere in un bicchiere il cubetto di lievito con un dito di liquido e i due cucchiai di zucchero.
In una ciotola setacciare la farina con il sale e unire l'olio.
Una volta sciolto il lievito cominciare a lavorare la farina con un po' di acqua, unire il lievito e continuare a impastare fino a ottenere un impasto soffice ma non appiccicoso.
Unire la salvia sbricilata e lavorare ancora qualche minuto facendo amalgamare bene i sapori.

Coprire la ciotola con pellicola trasparende, una coperta di lana e mettere a lievitare in un luogo caldo e al riparo da correnti d'aria (forno spento ma con lucina accesa) per 2 ore abbondati.

Trascorse le due ore riprendere la pasta, sgonfiarla e appiattirla prima un po' con le mani e poi con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile.
Ricavarne una rettangolo che dividerete a metà per il lungo e, dai due rettagoli otteneti, ricavare dei triangoli.

Spennellare ogni triangolo con un poco di olio e arrotolare partendo dal lato lungo per formare i cornetti (ne ho ottenuti 16).
Adagiarli sulla placca del forno coperta da cartaforno e mettere a lievitare ancora un'ora in un luogo tiepido.

Infornare a 200°C per 20-30 minuti o fino a che saranno ben dorati.

Quando sono ancora caldi spennelarli con altro olio (vi aiuterà a mantenere morbida la "buccia") e servire freddi ma anche tiepidi sono ottimi.

Noi li abbiamo farciti con prosciutto, mozzarella di bufala e pomodori e maionese e pomodori.

martedì 9 marzo 2010

I Savoiardi

Venerdì scorso ho provato a fare i savoiardi.
La ricetta l'ho trovata sulla bustina dell'Ammoniaca, l'ho guardata e rimirata per mesi, il dubbio era: "come saranno? e se butto via tutto?"
Così ho deciso, ho preso il coraggio a quattro mani e mi son buttata nell'impresa(e si, perchè non amo buttar via la roba e mi sarebbe dispiaciuto non poco).
Riuscitissimi!!! Ottimi, nulla a che vedere con quelli indistriali! Inzupposissimi, ma non spappolosi!
In rosso potete notare le mie aggiunte alla ricetta originale.
Non aspettatevi una pasta morbida ma nemmeno eccessivamente dura, non è una pasta frolla.
Si fa una bella fatica a lavorare lìimpasto con il cucchiaio, mi son venuti due muscoli da far invidia a Braccio di Ferro, la prossima volta userò la macchina per aggiungere la farina!

I Savoiardi

500 gr di farina,
2 uova + 1 albume,
70 gr di olio e.v.o. o di semi,
130 gr di zucchero,
60 ml di latte,
20 gr di ammoniaca per dolci,
vanillina.

In un recipiente rompete le uova e lavoratele con lo zucchero fino a rendere gonfie e spumose (5 minuti).
Aggiungete l'olio, l'ammoniaca che avrete prima mescolato con il latte tiepido e poco pere volta la farina.
Impastate aiutandovi con un cucchiaio.
Unite la vanillina e lavorate fino a ottenere una pasta morbida e liscia.
Con l'aiuto della farina formate con le mani piccoli cilindri leggermente appiattiti.
Poco prima di infornare spennellate con l'albume leggermente sbattutto, spolverizzate con lo zucchero e infornate a 180°C fino a quando saranno gonfi e dorati (10/15 minuti al massimo).

Eccoli confezionati!
Presto (molto presto) vi mostro cosa ci ho fatto, l'idea di partenza era il classico tiramisù, ma.....

martedì 23 febbraio 2010

La Pigrizia andò al Mercato... e comprò il Cacio-ricotta di Betty!!!

La pigrizia andò al mercato
e un cavolo comprò,
mezzogiorno era suonato
quando a casa ritornò.
Mise l'acqua, accese il fuoco
si sedette, riposò.
Ed intanto, a poco a poco,
anche il sole tramontò.
Così, persa ormai la lena,
sola al buio ella restò
ed a letto senza cena
la meschina se ne andò.


Troppo carina questa poesiola, mi piace molto.
Ecco, io a volte mi sento un po' "pigrizia"!
Ci sono giorni che mi meraviglio di quante cose riesco a combinare in mezza giornata (dalle 7 alle 13) e giorni, invece, che non riesco a fare se non il minimo indispensabile!
Cavolo! Non credo vada bene così signora, eh no!


Ieri, per esempio, è stata una di quelle giornate laboriose si si...

Ho fatto mille cose, in casa e fuori, e ne sono molto soddisfatta!

Tra le tante cose ho fatto anche il Cacio-ricotta :)))! si si avete capito bene: ho fatto il formaggio!!
Partiamo dal principio, altrimento non ci capiremmo nulla (io per prima ihihih)!

In casa dei miei ( e prima ancora, dei miei nonni) si è sempre fatto il pane in casa e il formaggio; sempre, ogni settimana è così per il pane e ogni 2-3 giorni per il formaggio.

L'ho visto fare tante volte e bene o male il procedimento per fare il formaggio l'ho appreso, ma solo teoricamente anche perchè è sempre mia mamma a dosare il latte, il caglio, a regolare la temperatura...
Era da un po' che ci meditavo su questa cosa e così la settimana scorsa ho detto a mia mamma: "Ma'... mica ti avanzano un 5 litri di latte per lunedì? Vorrei provare a fare il cacioricotta (è più facile, fuuuurba io!)" "Si, si, quanto ne vuoi!" Beneeeeeeeeee... ma erano più di 5 litri... il doppio erano!!!!
E così mi son messa a "formaggiare"!

Ho tentato di fare le foto passo passo per farvi capire tutto il procedimento così se a qualcuno viene voglia di provare sa da dove/come iniziare, sono un po' sfocate, abbiate pietà di me, quelle già quando usi due mani per tenere la macchinetta vengono uno schifo immaginate a tenerla con una :)!

Avrete bisogno del latte (ovviamente), del caglio che potrete comperare in farmacia oppure se conoscete un bravo contadino o un pastore che fanno il formaggio potete chiedere a loro di darvene un pochino (ve ne servirà un cucchiaino da tè per la quantità di latte che ho usato io), il sale, di almeno 3-4 fascelline di plastica della capacità di 500 gr. (si trovano facilmente in farmacie agrarie e negozi che vendono prodotti per l'agricoltura (noi le prendiamo li) e di un termometro (ma non è necessario, io ho usato la mano come temometro).

Il Mio Cacio-ricotta

10 litri circa di latte intero fresco,
1 cucchiaino da tè di caglio,
25-30 gr di sale fino.

Filtrare il latte, attraverso un colino, in una pentola bella capiente e portare a ebollizione mescolando spesso per evitare che il latte attacchi al fondo.

Come accenna al primo bollore spegnere, buttate dento circa 25-30 gr di sale e lasciar raffreddare.

Ora se avete il termometro la cosa è semplice: aspettate che la temperatura arrivi intorno ai 38-40°C e mettete dentro il cucchiaino da tè di caglio, mescolare bene, coprire con un coperchio e lasciar cagliare. Se non avete il termometro allora fate come ho fatto io: usate al mano per misurare la temperatura (ma non scottatevi, il latte ha raggiunto l'ebollizione ricordatelo) e quando sentite che è caldo e che la mano ci sta tranquillamente dentro allora è buono e mettete il caglio come sopra.

Dopo un'ora il latte dovrebbe aver già preso consistenza (basta toccarlo con un dito e vedrete che è sodo) lasciatelo riposare ancora un'oretta (ma non di più).


Con una frusta da pasticceria "rompete la cagliata",


accendete dinuovo il gas e portate a una temperature di 40-45°C (il formaggio scenderà tutto al di sotto del siero) mescolado sempre con delicatezza e lentamente.

(Qui si vede bene il siero in superficie senza più la cagliata)
Spegnere il gas e lasciare che la cagliata si depositi sul fondo compattandosi un po' (5/10 minuti) così sarà più semplice raccoglierla.

Con l'aiuto di una schiumarola raccogliete il formaggio

e mettetelo nelle fascelline e scolare, schiacciando bene con le mani in modo da far uscire quanto più siero possibile.

Lasciar riposare il formaggio togliendo regolarmente il siero dal fondo.

Ecco il mio cacioricotta pronto per essere gustato.

Si conserva in frigo fino a 4-5 giorni dopo di che andrebbe salato (con sale grosso) in superficie, da entrambe le parti, e messo a essiccare.

A me ne son venute fuori 4 formine: 2 da 500 gr e 2 da circa 250 gr.
Due le ho già salate e messe sulla stufa (nella parte tiepida) a essiccare, chi sa che ne viene fuori!

Baciiiii.

lunedì 22 febbraio 2010

Le Veneziane Paneangeli

Mi son lasciata tentare e così ho provato a fare anch'io le Veneziane del libricino della Paneangeli.
Mamma mia che bontà!!!!
La ricetta è di qualche giorno fa...
Ne ricavai 12 (anzicchè 13 come dice il libretto) che sono andate via in mezza giornata.
Per fortuna che me ne conservai una per il mattino seguente... l'ho riscaldata un momentino al micro e l'ho gustata col mio solito caffè bollete la mattina dopo! Gnam gnam...

Le Veneziane Paneangeli


  • Per l'impasto
500 gr di farina bianca,
1 bustina di lievito di birra Mastro Fornaio (1 cubetto di lievito di birra),
50 gr di zucchero,
1 bustina di vanillina,
la scorza di un limone grattugiato,
2 uova,
1 cucchiaino raso di sale,
75 gr di burro,
225-250 ml di latte tiepido (37-40°C).
  • Per farcire a spennellare
1 busta di Preparato per Crema pasticcera (ho fatto la mia crema con 2 tuorli, 250 ml di latte, 2 cucchiai colmi di zucchero e 2 di farina, buccia di 1/2 limone),
300 ml di latte (che vi serve nel caso usate il preparato Paneangeli),
1 uovo (per spennellare),
zucchero granella.

Sciogliere il lievito di birra in un po' di latte con un cucchiaino di zucchero.
Setacciare la farina in una ciotola larga (ho usato l'impastatrice), versarvi al centro lo zucchero, la vanillina, scorza del limone, le uova, il sale e il burro liquefatto e freddo. Iniziare a lavorare e unire, dopo poco, il lievito di birra sciolto nel latte.
Aggiungere poco per volta il latte tiepido e lavorare a lungo l'impasto fino a che tutto il liquido sia assorbito.

Mettere l'impasto nella ciotola infarinata, coprire con un canovaccio umido e mettere a lievitare in un luogo tiepido (il forno spento ma con la lucina accesa) per 1 ora e mezza circa (deve raddoppiare).

Riprendere la pasta e dividerla in 13 pezzi, formare delle palline e disporle, non troppo vicine, su 2 teglie foderate di carta forno; rimettere a lievitare ancora per 30 minuti in luogo tiepido.

Nel frattempo preparare la crema pasticcera.
Mettere il latte in un pentolino con la buccia di limone (solo la parte bianca) e portare a ebollizione.
Nel frattempo lavorate i tuorli di due uova con due cucchiai abbondanti di zucchero, fino a farle diventare gonfie e spumose, unire la farina setacciata e poco alla volta il latte fatto cadere attraverso un colino.
Rimettere la crema sul gas e, sempre mescolando, portare a ebollizione.
Lasciar cuocere per 5-7 minuti e spegnere il gas e trasferire la crema in una tasca da pasticceria con bocchetta liscia.

Trascorsa la mezz'ora spennellare le veneziane con l'uovo sbattuto, distribuire 1/3 della crema sopra le veneziane e decorare con lo zucchero granella.
Cuocere per 13-15 minuti nella parte media del forno preriscaldato (elettrico e a gas: 170-180°C, ventilato: 160-170°).
Appena sfornate riempire con la crema rimasta bucandole al centro della crema.

martedì 9 febbraio 2010

Gli Amaretti

Non so se questa sia o meno la ricetta giusta per fare i "veri" amaretti, ce l'ho su uno di quei fascicoli che si comprano per abbonamento, preso tantissimi anni fa.
Devo dire che a noi son piaciuti davvero molto.

Non sono quelli morbidi che piacciono a tanti (e anche a me) ma quelli duri, i classici!
Se vi va di provarli poi fatemi sapere che ne pensate ;-), ci conto!

Amaretti



200 gr di mandorle dolci sgusciate e pelate,
5-6 mandorle amare sgusciate e pelate (io ho usato 1 ml di essenza di mandorle amare),
240 gr di zucchero,
90 gr di albume d'uovo.

Tritare finemente le mandorle dolci e quelle amare insieme, riducendole in polvere.
Metterle in una ciotola, aggiungere 200 gr di zucchero e 60 gr di albumi, mescolando con un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto omogeneo.
Con le mani inumidite con l'albume rimasto ricavare dall'impasto tante palline poco più grandi di una nocciola, avvoltolarle nel rimanente zucchero e disporle sulla placca del forno coperta da carta forno imburrata e infarinata.
Mettere in forno statico, preriscaldato, a 180°C per 15-20 minuti.
Togliere gli amaretti dal forno e lasciar raffreddare completamente prima di staccarli.

Nota
Vi consiglio di controllare la cottura, io li ho preferiti un po' più chiari e li ho tenuti 15 minuti circa, se li preferite un po' più scuretti teneteli ancora, ma controllate sempre, mi raccomando.

venerdì 5 febbraio 2010

Le Meringhe

Che buone le meringhe... sono ottime con il cioccolato ma anche per dare croccantezza alla crema pasticcera.

Queste che vedete sono quelle che feci per il compleanno della mia piccolina e che ancora non ho pubblicato la ricetta.

Io trovo che sia abbastanza semplice fare le meringhe, basta armarsi di tanta pazienza e buona volontà!
Le mie sono meringhette piccole piccole.
Le feci piccole piccole perchè così non le frantumai troppo per metterle nella crema, voi fatele come più vi piace.

Meringhe


50 gr di albume (circa 2),
50 gr di zucchero semolato,
50 gr di zucchero a velo.
  • Per la finitura
1 cucchiaio di zucchero a velo

Mescolare in una ciotola lo zucchero semolato e quello al velo, in un'altra ciotola montare a neve ferma con le fruste elettriche gli albumi con la metà della miscela di zuccheri, incorporarvi poco alla volta la miscela rimasta, lavorando con un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto ben fermo e brillante, metterlo quindi in una tasca da pasticceria con bocchetta a stella.
Premendola appena formare sulla placca del forno, imburrata e infarinata (io ho usato il foglio in silicone), tante piccole meringhe leggermente distanziate una dall'altra e spolverizzarle con lo zucchero a velo per la finitura.

Porre la placca in forno preriscaldato a 100°C, far cuocere le meringhe per un'ora circa, in modo che risultino bene asciutte ma non colorite, poi togliere la placca dal forno, staccare delicatamente le meringhe con una spatola e lasciarle raffreddare.

@@@@@

Dateci il vostro parere, se non l'avete già fatto, in merito al nostro probabile futuro incontro, ogni consiglio, suggerimento o idea sono ben accetti.

Non abbiate timore, su su!! ;-)

martedì 26 gennaio 2010

Ciambelline al Vino Cotto

Queste ciambelline sono il frutto della sperimentazione della settimana passata.

In origine il titolo di queste ciambelline era Ciambelline al Vino e la ricetta è quella di Adriano.

Era da tempo che avrei voluto farle ma ogni volta che mi veniva l'ispirazione mi mancava l'elemento principale: il vino!
E così, visto che ho la testa dura, stavolta non mi son fermata davanti a nulla.
Ho stravolto un bel po' la ricetta... spero che nessuno si offenda!
Avevo (ho) una bella bottiglia da 1 litro di vino cotto fatto con la vendemmia di quest'anno da mia mamma e in frigo, aperta la domenica prima, una bottiglia di Rotari Rosè, mi son detta: "Perchè non provare?!?" E ho provato!

Non vi dico che meraviglia ne è venuta fuori, delle ciambelline profumatissime, friabili... proprio come piacciono a me!

Per la ricetta originale vi rimando al blog di Adriano, qui vi metto la mia versione, mentre per il procedimento l'ho seguito pari pari (quasi).

Ciambelline al Vino Cotto


500 gr di farina 0,
150 gr zucchero semolato,
30 gr di olio e.v.o.,
80 gr di olio di arachide,
60-70 gr di vino rosè frizzantino,
40 gr di vino cotto,
2 cucchiaini da caffè di carbonato di ammonio (ammoniaca da dolci),
1 pizzico di sale,
zucchero semolato per coprire.

Setacciare e mescolare le poveri.
Impastare come una frolla, avvolgere in pellicola e mettere in frigo per un paio d’ore.
Arrotolare dei filoncini dello spessore di un dito, chiuderli a ciambella, intingerli da un lato nello zucchero e sistemarli sulla placca del forno imburrata o coperta da cartaforno.

Infornare a 170° fino a doratura, ca. 15 – 20’ , con lo sportello in fessura.


@@@@Secondo voi che sta facendo la piccola peste?? :D