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martedì 27 gennaio 2009

27 gennaio: Giorno della Memoria


Immagine tratta da flickr

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.

[...]L'apertura dei cancelli ad Auschwitz, .... mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento del lager (anche se è doveroso dire che due dei forni crematori situati in Birkenau I e II furono distrutti nell'autunno del 1944).

In Italia sono ufficialmente più di 400 le persone insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto.

Fonte: Wikipedia

11 commenti :

  1. Sarebbe bello che fossero un po' tutti a ricordare..soprattutto quelli che perseverano a perpetrare violenza gratuita.
    No?

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  2. ...poco da dire: conoscere per non ripetere...

    grazie per essere passata da me, ho dato un'occhiata al tuo blog: godurioso, eh?! ci rivedremo presto, quando ho un attimo di tregua dal lavoro!
    polepole

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  3. Grazie Betty, se non ti dispiace linko il tuo post al mio per questa giornata ...
    ti abbraccio
    dida

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  4. @michela: hai perfettamente ragione;

    @polepole: ti aspetto cara;

    @Dida70: fai pure, un abbraccio anche a te.

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  5. grazie Betty...per unire il più possibili le voci che si sono alzate per dire ricorda! un abbraccio

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  6. Grazie e te Lo per essere passata!
    Buona serata

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  7. importante ricordare per non commettere più tali orrori, ancora troppi nel mondo!!
    un post bellissimo e importantissimo!!!

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  8. Grazie Betty per aver sottolineato nel tuo blog questa data,sento molto questa giornata perchè credo che l'uomo abbia ildovere di imparare dal pasato ,anche dai suoi orrori.Purtroppo a volte non mi sembra che le cose vadano così,c'è ancora tanta violenza nel mondo ,speriamo che i nostri figli siano migliori di noi nell'imparare a vivere nel rispetto della vita.Ancora grazie

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  9. Ciao Betty,grazie per essere passata da me e........Grazie per questo post "per non dimenticare"

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  10. @Chiara: purtroppo di orrori in giro per il mondo ce ne sono ancora tanti...

    @Polpettima: io credo che l'uomo non imparerà mai, ma l'importante è ricordare soprattutto per rispetto di tante povere vittime;

    @emamama: grazie a te!

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  11. Il Giorno della Memoria

    Scritto da Vittorio Baccelli

    Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Anche quest’anno la giornata dedicata alla memoria rischia di svolgersi come negli anni passati, cioè in modo retorico, continuando a prediligere la celebrazione a scapito della conoscenza: si ricorda e contemporaneamente si rimuove. E soprattutto di tralasciano tutte le altre shoah del mondo che vedono ridotti a martiri minoranze oppresse come i rom, i sinti, i testimoni di Geova, gli omosessuali…

    Si continua a documentare la “follia hitleriana” e non se ne ricercano le cause vere che purtroppo hanno coinvolto interi popoli. Si pala di nazifascismo senza distinguere le profonde diversità tra i due movimenti.
    Si banalizza sulle cause che non furono da attribuirsi ad una ventata di pazzia, ma al contrario esse maturarono in ambienti politici dell’epoca, economici, religiosi, culturali ed esoterici.

    Siamo così bombardati da immagini, precise nei dettagli, agghiaccianti, condite da commenti “dotti”, politicamente corretti, ma d’una semplicità sconcertante. E questo bombardamento si è intensificato negli ultimi anni soprattutto nelle scuole.

    Ci si dimentica che nel recente passato, e purtroppo anche oggi, si è giunti ad ipotizzare vicinanze tra l’attuale politica d’Israele e la Germania nazista. Vittime e carnefici sullo stesso piano anche se in tempi diversi, e ciò è riprovevole e inaccettabile. Distorsioni dovute all’avvelenamento mentale prodotto da cattive e mal digerite ideologie. Si giustificano movimenti terroristici come hezebollah e hamas e non si comprendono le ragioni di Israele che ha in ballo la sua stessa esistenza.

    Diciamoci la verità: c’è ancora una parte d’umanità, e non solo europea, che mal digerisce l’esistenza dello stato democratico d’Israele e tende costantemente a delegittimarlo; delegittimazione che significa annullamento.

    Non si affrontano seriamente le problematiche legate ad un antisemitismo tuttora diffuso ed estremamente pericoloso.
    Eppure i fatti sono sotto gli occhi di tutti, ma chi ricorda l’amichevole incontro tra Hitler e il Gran Muftì di Gerusalemme? Chi ricorda che la prima intifada in Egitto fu finanziata dal nazionalsocialismo? Chi ricorda i battaglioni arabi inquadrati nell’Asse che si fregiavano della svastica tra due foglie di palma?
    Ricordi inquietanti che vengono rimossi a tutto vantaggio dell’ideologia nazislam che continua a seminare morte e odio.
    Si insiste nel descrivere nel dettaglio la vita e la morte nei campi di sterminio e mai ci si domanda seriamente perché sia successo tutto questo proprio nella civilissima Europa. Non ci si sforza di capire e di spiegare: è più semplice e più comodo dare la colpa alla ventata di follia e tollerare che in tutto il mondo vengano bruciate le bandiere di Israele.

    Per l’islam invece c’è oggi un atteggiamento ben diverso, si cerca di comprenderne la cultura (?), s’incoraggia la lettura del Corano, magari allegandolo a quotidiani, si cercano giustificazioni, eppure i fondamentalisti dell’islam vorrebbero, non solo la morte di Israele, ma la nostra civiltà distrutta e un califfato in Europa, pardon in Eurabia. E non si limitano a volere a parole la distruzione della nostra civiltà occidentale, materialmente hanno già iniziato a colpire, dalle Torri Gemelle a Beslan, dall’uccisione di The Van Gogh agli attentati a Londra, Madrid, ecc.

    Allora, giornata della memoria sì, ma non solo celebrativa, ma di studio sulle cause, sui motivi, quelli veri: dall’intolleranza religiosa all’alibi economico, dai piani esoterici del nazismo all’intolleranza di razza.

    Anche giornata della memoria per tutte quelle stragi, superiori di numero, che il comunismo ha perpetrato contro l’umanità. E memoria per le minoranze vessate da Hitler e vessate anche oggi dai cittadini onorabili: rom, sinti, omosessuali, testimoni di Geova…

    Una giornata della memoria che dovrebbe anche spiegare le ragioni dell’esistenza dello stato d’Israele. Dare una mano a Israele oggi aprendolo all’Europa e sostenendolo in ogni senso è ricordare degnamente la Shoah!

    Una giornata della memoria che dovrebbe vedere l’intera civiltà occidentale schierata a sostegno della guerra globale contro il terrorismo nella quale il popolo d’Israele da decenni è in prima fila anche per affermare il proprio diritto ad esistere.

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